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Sì al giudiziario, ma ci si muova

laRegione - 7 Dec 2019 - Di Andrea Manna

Padlina (avvocati): occhio però alle formalità, maggiori rispetto all’amministrativo

Settore delicato, riorganizzazione da anni in cantiere

Foto LaRegione COPMA 2«È da tempo che come associazione sosteniamo il modello giudiziario, per cui aver appreso dalla stampa che il Gruppo di progetto lo sta riconsiderando è per me motivo di soddisfazione. E mi convince anche, sempre da quello che ho letto, lo scenario abbozzato per concretizzare questo modello». Pietro Vanetti, presidente dell’Associazione genitori non affidatari (Agna) giudica in termini positivi i segnali giunti di recente dal palazzo della politica cantonale. Dove è tornata d’attualità la soluzione giudiziaria nell’annoso cantiere per la riorganizzazione del settore tutele e curatele in Ticino. Almeno cinque nuove Preture con competenze in materia di diritto di protezione del minore e dell’adulto, competenze oggi assegnate, nel vigente modello amministrativo, alle Arp, le Autorità regionali di protezione: cinque nuove Preture, distribuite sul territorio cantonale, con un organo che le coordini, in ognuna delle quali un pretore e due specialisti in campi come quello sociale o quello pedagogico deciderebbero l’adozione delle misure del caso. È lo scenario, tra quelli allo studio, che il Gruppo di progetto, designato dal Consiglio di Stato allo scopo di ridefinire ruolo e compiti delle strutture pubbliche che operano nel delicato settore, ha tratteggiato lunedì scorso nell’audizione davanti alla commissione parlamentare Giustizia e diritti.

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Arriva San Nicolao e sarà blu

TIO - ONLINE - 06.12.2019

L'iniziativa è organizzata dall'Associazione genitori non affidatari: «Troppi bambini non hanno la possibilità di trascorrere delle Festività serene»

di Giorgio Doninelli
Giornalista

Lugano 08 12 19 002LUGANO - Accanto ai classici San Nicolao in rosso, domenica 8 dicembre in davanti alla sede dell'Associazione genitori non affidatari (AGNA) a Lugano (e all’uscita dalla Messa anche sul Piazzale antistante la Cattedrale) ci sarà anche un San Nicolao blu. Come i suoi colleghi in rosso, ai bambini distribuirà piccoli doni, mentre agli adulti distribuirà dei volantini per renderli attenti e consapevoli della sistematica violazione dei diritti dell’uomo (e anche dei bambini) da parte delle autorità svizzere.

Perché un San Nicolao Blu? Quando arriva, San Nicolao nella sua veste di rosso, porta amore felicità, doni e gioia ai bambini. Purtroppo, però, ad troppi bambini viene impedito di avere contatti sereni con uno o l’altro dei suoi genitori se questi vivono separati. I bambini diventano tristi: da qui la veste di San Nicolao che diventa blu, fredda.

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Elezioni cantonali Bilancio di fine legislatura - Elogi e critiche - Auspici

Cari soci e amici di AGNA,

La legislatura cantonale 2015/2019 sta per concludere e anche AGNA vuole esprimere un suo giudizio sull’operato del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio:

Giudizio purtroppo negativo!

Durante tutta la legislatura, la politica ha letteralmente cincischiato nel trattare la proposta di riorganizzazione delle autorità di protezione (ARP) sul tavolo dal dicembre 2014.

Le risoluzioni delle ARP incidono in modo importante la vita dei cittadini, in particolare quella dei bambini di genitori separati. È dal 2008 che è risaputo che alle ARP serve una riorganizzazione, ma l’impressione è che la politica non abbia veramente capito quanto questa sia importante.

E vista l’importanza del tema, questo atteggiamento non può che essere biasimato!

Per fortuna, alcuni (pochi) membri del parlamento hanno comunque avuto un’attenzione ad aspetti puntuali per noi importanti e ve li elenchiamo con i nostri piu sinceri ringraziamenti e auguri per le incombenti elezioni:

Sabrina Gendotti (PPD) ha sostenuto il nostro progetto Mu@k, per il calcolo degli alimenti proponendo con successo al parlamento, sulla base degli approfondimenti svolti che l’hanno convinta che il tema è di attualità e merita un approfondimento da parte del Consiglio di Stato.

Al CdS è stato chiesto di creare un gruppo di lavoro composto da Giudici di prima e seconda istanza, Presidenti delle Autorità regionali di protezione, avvocati, rappresentanti dei genitori non affidatari, dei genitori affidatari e dei bambini (tipo Kinderschutz, ASPI o Kinderanwaltschaft) e la Divisione dell’azione sociale e delle famiglie che:

  1. affronti e approfondisca seriamente gli attuali criteri di calcolo dei contributi alimentari in favore dei figli;
  2. consideri l’opportunità di utilizzare il programma informatico mu©k sviluppato da AGNA con la collaborazione della facoltà di scienze informatiche dell’USI quale nuova base per il calcolo dei contributi alimentari in favore dei figli;
  3. allestisca un rapporto con le conclusioni del proprio lavoro e lo sottoponga al Gran Consiglio.

Massimiliano Ay (Partito Comunista) ha presentato la mozione #HeForShe: controlaviolenzasulledonne,lavorarecongliuomini che chiedealConsigliodiStatodistudiarelapossibilitàdicreareunacasa d'accoglienzae ascoltoper uominisoli.Sitrattadifornireunluogoperl'accoglienza laddovesipresentiunasituazioneprecaria,primachedivengadisperata,perl'ascoltoe l'accompagnamentodiunasofferenza,primachesirisolvainungestoirreparabilein ambitodomesticocontroledonneoiminori.
Una situazione in cui non pochi uomini si ritrovano dopo un divorzio. La mozione è ancora pendente.

Lara Filippini (UDC) ha presentato la mozione 16 ottobre 2017 presentata da deputati Lara Filippini e “Tutelare il ruolo dell’avvocato mediatore”

Luca Pagani e Maurizio Agustoni (PPD) hanno presentato l’iniziativa parlamentare “Per la regolamentazione della mediazione familiare nell'interesse della protezione del minore”

Entrambi gli atti parlamentari mettono in risalto l’importanza di questo metodo di risoluzione dei conflitti e

chiedono un riconoscimento e una protezione istituzionali del titolo di mediatore per evitare che qualsiasi persona che abbia frequentato dei corsi o meno possa improvvisarsi mediatore.
Anche, se non soprattutto, in questo campo la formazione professionale è di vitale importanza. Il parlamento ha condiviso e ha invitato il CdS ad elaborare un progetto che vada nel senso indicato dai mozionanti.

Amanda Rückert (LEGA) nella sua veste di Presidente della Sottocommissione della Legislazione ha speso molte ore per elaborare un progetto di riorganizzazione delle ARP che incontrasse il sostegno della maggioranza delle parti coinvolti. Purtroppo, con poco successo.

Matteo Quadranti (PLR) e Bruno Storni (PS) per aver sollecitato l’Ufficio presidenziale a sottoporre ancora nell’ultima sessione del parlamento la proposta di risoluzione di AGNA da indirizzare al Consiglio di Stato Basta tergiversare con la riorganizzazione delle ARP!È tempo che le istituzioni per la protezione degli adulti e dei minori agiscano nel rispetto dei diritti dei cittadini, in particolare dei bambini.

La proposta di risoluzione chiedeva:

  • Che nel gruppo di progetto che si occuperà della riorganizzazione del settore ARP recentemente istituito dal Consiglio di Stato vengano nominati anche rappresentanti delle Associazioni Civili attive in ambito di protezione dei minori e della famiglia, che, vantando anni di esperienza sul territorio e possono validamente contribuire a rendere ottimale l’organizzazione delle autorità di protezione.
  • Che ai lavori del Gruppo di progetto venga data assoluta priorità;
  • Che la sua proposta finale venga avvallata dal Governo, con il relativo messaggio all’indirizzo del Gran Consiglio entro la fine di settembre 2019;
  • Che al messaggio venga data la medesima priorità da parte delle relative Commissioni nel licenziare i loro rapporti per permettere al Gran Consiglio di dibattere e decidere entro l’ultima sessione parlamentare del 2019.

Purtroppo, l’Ufficio Presidenziale ha dato più importanza alla prassi che vuole che le risoluzioni non vengono demandate di regola subito al GC ma prima passano da una commissione.

La forma a scapito della sostanza…… un ennesimo cincischiamento

Per concludere, il nostro auspicio per la prossima legislatura.

Come detto noi ci occupiamo, con il nostro sportello di consulenza ci occupiamo delle conseguenze dei divorzi e separazioni.

Il divorzio, o separazione, è un fatto giuridico che vede coinvolti volontariamente un cittadino adulto su tre
e involontariamente altrettanti bambini.

Vista la sua dimensione, ci aspettiamo la massima attenzione da parte di tutte le istituzioni politiche alla riorganizzazione delle ARP, con tutto quello che vi ruota attorno.

E ci aspettiamo anche di essere coinvolti nell’elaborazione di questo progetto.

Ringraziamo per l’attenzione porgiamo i nostri più cordiali e distinti saluti.

PietroVanetti           
PresidenteAGNA                             

 
Quale protezione per adulti e minori?

Nicola Corti PS

Il settore della protezione degli adulti e dei minori è sempre più in difficoltà e sempre più sotto pressione.

I benefici del passaggio dalle vecchie Delegazioni tutorie, una per Comune, alle Commissioni tutorie regionali, perlopiù intercomunali, si son ben presto esauriti e, ad oggi, l’introduzione delle Autorità regionali di protezione (ARP) si rivela per quello che era, pura cosmesi, poco più di un nome. Riducendo un grado di giudizio (soppressione dell’Autorità di vigilanza sulle tutele) e introducendo la Camera di protezione presso il solo Tribunale d’appello, potenziando quantomeno le risorse dell’Ufficio famiglie e minorenni e dell’Ufficio del tutore ufficiale (confluiti nell’attuale Ufficio dell’aiuto e della protezione), il Gran Consiglio, dandosi tempo per valutare l’opzione governativa di un vero e proprio Tribunale, si è limitato ad introdurre un grado minimo di occupazione dei soli presidenti, all’80%, senza considerare membri e relativi supplenti e dimenticando così che con l’introduzione del nuovo diritto in materia di protezione degli adulti, delle persone e della filiazione, il legislatore federale ha imposto per tutto il territorio nazionale un’autorità specializzata, composta in collegio di almeno tre membri, competente non solo in materia di protezione degli adulti, ma investita anche dei compiti dell’autorità di protezione dei minori (art. 400 cpv. 3 CC).

Considerato che a livello politico l’unico vero nodo da sciogliere pare essere quello dei costi (chi paga fra Comuni e Cantone, e quanto), l’unico passo avanti ulteriore è stato quello di sospendere la scadenza al 31 maggio 2018 del modello ARP e concedere un credito per dotare anche le ARP del medesimo programma informatico di gestione delle pratiche già in uso negli altri settori della Giustizia ticinese (AGITI/Juris).

Questa legislatura si esaurirà a breve senza proposte concrete, in un clima di scontento sempre più manifesto da parte dell’utenza, del mondo associativo, ma anche degli stessi attori coinvolti nei vari livelli, sempre più costretti a svuotare con cucchiaini l’acqua che l’istituzione imbarca.

Vero è che il legislatore federale, istituzionalizzando la doppia competenza, in materia sia di adulti che di minori, ha lasciato in piena nebulosa un problema non da poco, ovvero la (potenziale) disparità di trattamento fra minori figli di genitori coniugati (per i quali la competenza per trovare soluzioni può essere del pretore, quale giudice civile unico) e minori figli di genitori non coniugati (per i quali la competenza è del triumvirato di protezione, attualmente gestito da professionisti a tempo parziale, con procedura amministrativa); non rari sono poi i casi di rimpallo fra Pretori e ARP nella determinazione su chi sia competente per lo stesso minore a dipendenza del momento e della natura delle liti dei genitori.

La quadratura del cerchio potrebbe essere l’istituzione di un Tribunale delle misure, composto da tre specialisti, sempre competenti in materia di protezione degli adulti, coadiuvato, in materia di minori, da un pretore distaccato, responsabile in sede delle pratiche di diritto di famiglia quale giudice unico e, con giudizio collegiale, delle questioni relative alla (sola) protezione dei minori.

Ovviamente, rispetto alle diciotto autorità attuali si potrebbe suddividere il territorio secondo la giurisdizione di ogni singola Pretura o, quantomeno, prevedere una sede per Mendrisio, una per Lugano, una per Locarno e Valli, una per Bellinzona e Valli e almeno una sede distaccata per la Regione Tre Valli.

Pur perdendo ulteriore contatto con il territorio (in termini di persone, servizi, supporto dato anche dalla società civile), una simile soluzione garantirebbe maggior celerità nel disbrigo delle pratiche, numerose e oggettivamente sempre più complesse e litigiose, e, soprattutto, la tanto auspicata uniformità di prassi.

Non ci si illuda: quanto si propone migliorerà la tempestività nella presa decisionale, ma il problema vero, posto dalla difficoltà di reperire curatori, di mettere a disposizione strutture idonee, di coordinare in modo efficiente le risorse da mettere in rete (scuole, istituti, servizi, operatori e privati), di avvalersi in tempi ragionevolmente brevi di solide perizie, resterà intatto, lasciando ancora con l’amaro in bocca tutte quelle associazioni che oggi tanto stanno premendo per venir coinvolte nel reperimento di soluzioni alternative alle attuali ARP. Un passo in avanti comunque si impone: con questa o altre soluzioni, ma al più presto.

 

 
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