| Associazione genitori nell'accudimento |
| 500 parole di agna tempo di lettura: 3 minuti 14 Dicembre 2025 |
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Buongiorno Visitatore, questa è la newsletter in cui ogni settimana condivido idee, storie e strategie sviluppate dall'esperienza di 20 anni nel sostenere le famiglie in separazione e divorzio, grazie alla collaborazione dei nostri operatori degli sportelli di consulenza, per il bene dei figli coinvolti. |
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I nonni spesso rappresentano una colonna portante per la vita emotiva e quotidiana dei bambini.
Ma dopo una separazione, il loro ruolo può diventare ambivalente: tra affetto incondizionato, dinamiche familiari passate e legami più o meno mantenuti con l’altro genitore. |
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Dopo una separazione, l’intero equilibrio familiare viene rimesso in discussione, e tra le figure che spesso vivono un ruolo ambiguo ci sono proprio i nonni. Possono essere una risorsa preziosa o, in alcuni casi, un ulteriore elemento di tensione. Ma da cosa dipende? Quando i nonni sono una risorsa Stabilità emotiva: per molti bambini, i nonni rappresentano un porto sicuro, una continuità affettiva che non cambia, anche se mamma e papà non vivono più insieme. Supporto pratico: accompagnano a scuola, cucinano, ascoltano. Sono spesso una presenza silenziosa ma fondamentale, soprattutto nei momenti in cui uno dei genitori è solo o ha difficoltà organizzative. Mediatori naturali: alcuni nonni riescono, con la loro esperienza e calma, ad abbassare i toni dei conflitti familiari, contribuendo a ricostruire fiducia e comunicazione.
Quando diventano un ostacolo Sostegno “di parte”: se si schierano apertamente con uno dei due genitori, possono alimentare tensioni e influenzare negativamente i bambini, anche involontariamente. Conflitti intergenerazionali: opinioni diverse su come crescere i figli o su decisioni educative possono generare scontri, rendendo ancora più difficile una coparentalità già fragile. Sovrapposizione di ruoli: in casi estremi, i nonni cercano di sostituirsi a un genitore assente o “disapprovato”, minando l’autorità dell’altro genitore.
Cosa fare? Stabilire confini chiari: è importante che i genitori definiscano insieme i ruoli dei nonni e li comunichino con rispetto, ma con fermezza. Favorire il dialogo: se ci sono incomprensioni, è utile coinvolgere anche i nonni in incontri di mediazione familiare o colloqui con un consulente. Valorizzare il loro ruolo: riconoscere il valore affettivo e il contributo dei nonni aiuta a costruire un’alleanza educativa, benefica per tutti.
In definitiva, i nonni non sono né buoni né cattivi “per definizione”. Diventano una risorsa o un ostacolo a seconda di come viene gestita la relazione, della comunicazione tra adulti e della capacità comune di mettere al centro il benessere dei bambini. |
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Rudy Novena Direttore - AGNA 6900 Lugano
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