I figli, spesso al centro di questa riorganizzazione, rischiano di vivere le feste con tensione, anziché con gioia.
Il primo consiglio è semplice ma non scontato:
iniziare a parlare del Natale con largo anticipo. Evitare l’ultima settimana è cruciale per prevenire attriti e offrire ai bambini una cornice stabile. Anche se gli accordi legali prevedono una suddivisione dei giorni, serve comunque pianificare i dettagli: orari precisi, spostamenti, chi accompagna chi e quando.
Dal punto di vista emotivo, è importante accogliere i sentimenti dei figli. Alcuni potrebbero vivere con ansia il passaggio da una casa all’altra, altri potrebbero sentirsi in colpa per godersi un momento con un genitore sapendo che l’altro è solo. Lasciare spazio a questi vissuti, senza giudicare, aiuta a creare un clima di fiducia.
Evita la competizione:
Il Natale non è una gara a chi fa il regalo più bello o organizza la festa più spettacolare. Ciò che conta è la qualità del tempo trascorso insieme. I bambini non hanno bisogno di eccessi, ma di sentirsi amati e pensati.
Flessibilità è la parola chiave:
Se un genitore ha imprevisti, se una cena si prolunga, se un parente propone un'attività speciale, è utile potersi accordare senza rigidità. La vita reale è fatta anche di eccezioni.