Non c’erano solo numeri da raccontare o traguardi da ricordare.
C’era soprattutto la sensazione di trovarsi davanti a un passaggio importante.
In questi vent’anni abbiamo incontrato migliaia di storie familiari.
- Genitori arrabbiati, spaventati, confusi;
- Madri sole, nonni e parenti allontanati dai nipoti;
- Padri che pensavano di rinunciare;
- Figli silenziosi, spesso costretti a muoversi dentro conflitti troppo grandi per la loro età.
Nel tempo abbiamo imparato che separarsi non significa smettere di essere famiglia e che i figli non hanno bisogno di genitori perfetti, ma di adulti capaci di proteggerli dal conflitto di lealtà, sostenerli nel cambiamento e capaci di trovare soluzioni e compromessi per il bene dei loro figli.
Per questo AGNA ha cercato di studiare e offrire strumenti concreti;
sportelli di ascolto e orientamento legale e psicosociale, strumenti per il calcolo degli oneri di mantenimento e di accudimento, progetti pensati per aiutare i genitori a restare tali anche dopo la fine della relazione di coppia.
Abbiamo vissuto e promosso anche cambiamenti importanti nella società e nel diritto di famiglia. Dall’autorità parentale congiunta fino alla crescente attenzione verso forme di affido condiviso sempre più orientate alla presenza equilibrata di entrambi i genitori nella vita dei figli.
Dopo l’assemblea e aver ripercorso insieme vent’anni di attività di AGNA, il momento conviviale e lo scambio tra i partecipanti hanno fatto emergere molte riflessioni.
Tra queste, una in particolare sembra raccontare bene quale sembra essere il futuro della nostra associazione.
Fin dalla sua nascita, AGNA si è distinta sul territorio per un approccio multidisciplinare che unisce dimensione legale e dimensione psicosociale.
Dopo aver lavorato per anni accanto alle famiglie quando il conflitto o le difficoltà erano già esplose, da un po' di tempo, il tipo di accompagnamento e di richieste da parte dei genitori che si rivolgono a noi, è di prepararsi alla separazione, quindi oggi la sfida potrebbe diventare ancora più importante, aiutare i genitori a prepararsi alla separazione prima che il conflitto travolga i figli.
Non solo intervenire nelle difficoltà, ma continuare a costruire una nuova cultura della separazione e del divorzio, con le esperienze e conoscenze acquisite in questi anni.
Una cultura capace di accompagnare le famiglie nella costruzione di piani genitoriali realistici e sostenibili. Perché ogni famiglia è diversa e nessun modello standard può adattarsi davvero alla complessità della vita quotidiana, i tempi di lavoro, la scuola, le distanze, l’età dei figli, le fragilità e le risorse di ciascuno.
Forse è proprio questa la direzione dei prossimi anni; non limitarsi a gestire le conseguenze della separazione, ma aiutare le famiglie a vivere il cambiamento con maggiore consapevolezza.
Proteggere il legame dei figli con entrambi i genitori non significa dividere matematicamente il tempo, significa costruire equilibri condivisi.
Dopo vent’anni, continuiamo a credere che questo sia ancora il modo migliore per restare accanto alle famiglie.
Da parte mia ringrazio di cuore chi ha partecipato all'evento e i membri del vecchio e nuovo comitato per credere nel progetto e per le idee e nuove vie che sapranno indicarci.