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8 marzo - Pane e Pace: essere mamma e restare donna

8 marzo - Pane e Pace: essere mamma e restare donna
AGNA Associazione genitori nell'accudimento

Associazione genitori
nell'accudimento‍

500 parole di agna

tempo di lettura: 4 minuti

08 Marzo 2026 ‍‍

Buongiorno Visitatore ‍, questa è 500 parole di AGNA, la newsletter in cui ogni settimana condivido idee, storie e strategie sviluppate negli anni nel sostenere le famiglie in separazione e divorzio, per il bene dei loro figli. 

L’8 marzo affonda le radici nelle mobilitazioni del primo Novecento e richiama la manifestazione del 1917 a Pietroburgo, organizzata da operaie e donne per chiedere pane e il ritorno degli uomini dal fronte, al grido di “Pane e Pace”.

Un gesto nato dentro la fatica quotidiana e la guerra, che ha dato alla ricorrenza un senso di diritti e di pace “concreta”.

vacanze carnevale in montagna

Oggi, con guerre che percepiamo più vicine e un flusso di notizie che non si ferma mai, la parola pace può diventare una bussola per chi è madre in una famiglia separata: non la pace “grande”, fuori dal nostro controllo, ma una pace quotidiana, fatta di scelte piccole e concrete, che mette al riparo i figli e anche noi.

Pane, oggi, significa base: energie, sonno, stabilità economica, routine che reggono. Quando il carico mentale cresce, la tentazione è stringere i denti e tirare avanti. Ma la base non si improvvisa: si costruisce con piccoli atti di cura pratica.

Un esempio semplice: scegliere una priorità al giorno (una sola) e difenderla.

Può essere una cena tranquilla, un compito fatto insieme senza fretta, un’ora senza discussioni con l’altro genitore. Il “pane” è ciò che rende la giornata "abitabile".

Pace, invece, è una scelta di stile, non una resa. In separazione, pace non significa “andare d’accordo a tutti i costi”: significa ridurre l’attrito dove è possibile, per non consumare la famiglia in micro-guerre.

Ecco tre mosse realistiche:

Pace nelle comunicazioni con l’altro genitore

Scegli un canale e una regola: messaggi brevi, fatti, solo temi dei figli. Se arriva una provocazione, non serve vincere: serve chiudere il circuito.

“Ne parliamo solo per organizzazione / salute / scuola.”

È un modo per non portare tensione dentro casa.

Pace emotiva con i figli

Quando il mondo è “rumoroso”, i bambini assorbono. A volte chiedono rassicurazione con l’opposizione, altre volte portando la loro ansia. Qui, pace, è offrire un porto sicuro:

“Capisco che sei agitato. Facciamo una cosa alla volta.”

Non risolve tutto, ma dà sicurezza.

Pace, con la famiglia allargata

In periodi complessi arrivano consigli, giudizi, pressioni. Un confine gentile è:

“Vi ringrazio, ma le decisioni sui figli le prendiamo noi genitori.”

La pace passa anche dal limitare interferenze.

E se l’8 marzo ti sta stretto come “festa”, usalo come promemoria:

una donna non scompare quando diventa madre, e non si annulla quando la famiglia cambia forma.

Ritrovare spazi personali, amicizie, interessi e perfino desideri nuovi, non toglie nulla ai figli: insegna loro che la vita può ripartire con dignità, restando mamma.


 Se ci sono altri temi di cui vuoi che parliamo, non esitare a contattarci e a farci sapere di cosa si tratta.‍


Rudy Novena - Direttore - AGNAinfo@agna.ch | www.agna.ch


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