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«Io non ti dimenticherò»

«Io non ti dimenticherò»

Buongiorno Visitatore ‍, questa è 500 parole di AGNA, la newsletter in cui ogni settimana condivido idee, storie e strategie sviluppate negli anni nel sostenere le famiglie in separazione e divorzio, per il bene dei loro figli. 

AGNA Associazione genitori nell'accudimento

Associazione genitori
nell'accudimento‍

500 parole di agna

tempo di lettura: 5 minuti

02 Agosto 2026 ‍‍

La quarta Domenica di luglio si celebra la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani. 

Quest'anno, ha anche un significato speciale: ricorre, infatti, nel giorno in cui si festeggiano i santi Gioacchino e Anna, i nonni di Gesù.

Avrei voluto inviare questa newsletter domenica scorsa, perchè era il giorno esatto di questa ricorrenza, appunto la quarta domenica di luglio di ogni anno.

Ma questa ricorrenza, che non conoscevo (annunciata dopo la recita dell'Angelus del 31 gennaio 2021) mi é stata segnalata solo il lunedì seguente.

La giornata mondiale dei nonni e degli anziani è una celebrazione della Chiesa cattolica istituita da papa Francesco per onorare e riconoscere il ruolo significativo che i nonni e gli anziani hanno nella società. 

Il tema scelto da Papa Leone XIV per questa giornata, tratto dal profeta Isaia, è molto semplice e nello stesso tempo molto forte:

«Io invece non ti dimenticherò mai».

È un messaggio rivolto soprattutto agli anziani che vivono nella solitudine o che hanno la sensazione di non essere più importanti per nessuno.

Ma questa frase mi ha portato a riflettere anche su ciò che accade quando una famiglia attraversa una separazione. Quando mamma e papà si separano, non cambia soltanto la loro relazione, cambia anche l’intero equilibrio familiare. Cambiano le abitudini, cambiano le feste, cambiano i luoghi nei quali ci si incontra.

E, talvolta, cambiano anche i rapporti tra i bambini e i loro nonni.

I nonni possono rappresentare una grande risorsa. Sono memoria, sono continuità, sono spesso una casa conosciuta, una voce familiare, un’abitudine che rimane quando molte altre cose sembrano sparire.

Per un bambino che vive la separazione dei genitori, sapere che alcune relazioni continuano può essere rassicurante.

Ma proprio perché il loro legame è così importante, i nonni possono anche essere trascinati dentro il conflitto. È comprensibile che sostengano il proprio figlio o la propria figlia in un momento doloroso ma più difficile è accorgersi del momento nel quale il sostegno si trasforma in schieramento.

  • Quando si critica l’altro genitore davanti ai nipoti;
  • Quando si fanno domande per raccogliere informazioni;
  • Quando si utilizza il bambino come messaggero;

Quando ogni comportamento dell’altra famiglia viene interpretato con sospetto.
Oppure quando, per colpire l’ex partner, si finisce per limitare o interrompere anche il rapporto con i nonni. In questi casi il bambino non perde soltanto serenità ma rischia di perdere una parte delle proprie radici.

Proteggere il rapporto tra nonni e nipoti non significa attribuire ai nonni un ruolo che appartiene ai genitori. I nonni possono aiutare, accompagnare, ascoltare e offrire una presenza preziosa ma non devono sostituirsi a mamma e papà nelle decisioni educative, né diventare arbitri della separazione.

Il loro compito più importante può essere proprio quello di restare nonni.

  • Accogliere il nipote senza interrogarlo;
  • Lasciarlo parlare senza suggerirgli cosa dovrebbe pensare;
  • Riconoscere che può voler bene a entrambe le famiglie.

Evitare di trasformare il proprio dolore o la propria preoccupazione in un peso che il bambino deve portare.

Nel suo messaggio di quest'anno, Papa Leone XIV invita a riscoprire la prossimità, la visita e l’incontro, ricordando che la cultura digitale può moltiplicare i contatti, ma non sostituisce la presenza, la tenerezza e le parole buone.

È un richiamo che vale anche nelle famiglie separate, una videochiamata può aiutare, un messaggio può mantenere il contatto ma il legame tra nonni e nipoti si costruisce soprattutto attraverso il tempo condiviso, l’ascolto e la libertà di volersi bene senza dover scegliere da quale parte stare.

AGNA crede che una separazione collaborativa debba tenere conto anche della famiglia allargata. Non per coinvolgere più persone nel conflitto, ma per riconoscere e proteggere le relazioni che possono offrire stabilità e sostegno ai figli.

«Io non ti dimenticherò» può allora diventare una promessa reciproca.

Dei figli verso i loro nonni, dei nonni verso i nipoti e degli adulti verso quei legami familiari che, anche quando la famiglia cambia forma, continuano ad avere valore.

Perché i bambini, nei momenti di cambiamento, hanno bisogno di radici.

E i nonni possono essere quelle radici, a condizione che non diventino corde con cui tirarli da una parte o dall’altra.

Buona domenica da AGNA.


Se ci sono altri temi di cui vuoi che parliamo, non esitare a contattarmi e a farmi sapere di cosa si tratta.‍


Rudy Novena - Direttore - AGNAinfo@agna.ch | www.agna.ch


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