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Adolescenza e separazione: quando i figli alzano la voce

Adolescenza e separazione: quando i figli alzano la voce
AGNA Association des parents pris en charge

Association des parents en garde d'enfants

500 mots d'agna

Temps de lecture : 4 minutes

15 Aprile 2026‍

Bonjour visiteur, voici 500 mots d'AGNA , la newsletter dans laquelle je partage chaque semaine des idées, des histoires et des stratégies développées grâce à 20 ans d'expérience dans l'accompagnement de familles traversant une séparation ou un divorce, pour le bien de leurs enfants.

L'adolescenza è di per sé un periodo turbolento, fatto di trasformazioni fisiche, emotive e relazionali. Ma quando si aggiunge una separazione familiare, tutto si complica. I ragazzi possono reagire con rabbia, chiusura, sfida, oppure diventare silenziosi e distanti. 

Per i genitori separati, gestire questi comportamenti può sembrare una missione impossibile. Eppure, con qualche accorgimento, si può fare molto per mantenere il legame e attraversare questo passaggio critico senza perdere la bussola.

Il primo punto è: non prenderla sul personale. L'adolescente che urla "non voglio più venire da te!" non sta necessariamente rigettando il genitore. Spesso sta solo cercando di affermare un'identità propria, testando i limiti, o scaricando frustrazioni che non riesce a esprimere in modo costruttivo. La separazione dei genitori può amplificare queste emozioni, facendo sentire il ragazzo diviso, obbligato a scegliere, o semplicemente impotente.

Cosa può fare un genitore in questi casi?

Restare presenti, anche a distanza. Se tuo figlio non vuole vederti per un po', non interrompere i contatti. Un messaggio neutro, un "sto pensando a te", una foto, un invito aperto... piccoli gesti che mantengono il filo senza invadere.

Dare spazio, ma non mollare. Gli adolescenti hanno bisogno di autonomia, ma anche di sentire che i confini esistono. Non significa diventare autoritari, ma coerenti. Spiegare le regole e le motivazioni, ascoltare, negoziare quando possibile.

Non parlare male dell'altro genitore. Mai. Anche se l'altro genitore sembra compiacente o manipolatorio, evitare di entrare in competizione o di delegittimarlo. Gli adolescenti vedono e giudicano. Offrire un esempio di maturità è la forma più potente di educazione.

Chiedere aiuto, se serve. Quando la comunicazione sembra impossibile, rivolgersi a un consulente familiare o a uno sportello psicosociale può offrire nuovi strumenti e una mediazione neutrale.

Accettare che crescere significa anche allontanarsi. Non è un fallimento se un figlio chiede più tempo con l'altro genitore, o preferisce uscire con gli amici.

Il compito del genitore è quello di rimanere una base sicura, non di controllare ogni scelta. L'adolescenza è un ponte tra l'infanzia e l'età adulta. Se costruito con fiducia, ascolto e rispetto, questo ponte non crollerà, nemmeno sotto i colpi più duri di una separazione.


 

Se ci sono altri temi di cui vuoi che parliamo, non esitare a contattarci e a farci sapere di cosa si tratta.‍


Rudy neuvaine

Directeur - AGNA

6900 Lugano

info@agna.ch | www.agna.ch


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