di Pietro Vanetti
La Regione - 21.10.2025
Le rejet parental : une réflexion nécessaire
Lettera dei lettori a La Regione
L’Associazione Genitori Nell’Accudimento (Agna) che promuove la bi-genitorialità sana e la gestione collaborativa delle relazioni familiari dopo separazione o divorzio e offre consulenze legali, psicologiche e aiuta nel calcolo degli oneri di mantenimento, ha promosso una petizione per il riconoscimento dell’alienazione genitoriale come forma di abuso psicologico e familiare. L’iniziativa ha suscitato critiche, in particolare da chi, citando l’allegato 11 della guida “Contatti dopo la violenza domestica”, definisce l’alienazione una “pseudo-teoria priva di fondamento scientifico”, il cui utilizzo nei procedimenti di separazione comporterebbe “importanti rischi per il bene del minore”.
Agna esprime profondo dissenso verso tale affermazione, ritenendola una posizione negazionista grave. Non è rifiutando di affrontare il fenomeno che si tutela il bene dei figli – al contrario, ignorarlo può causare traumi che si protraggono fino all’età adulta.
Sebbene la “sindrome” proposta da Gardner sia controversa, il fenomeno più ampio – il rifiuto ingiustificato di un genitore da parte del figlio a seguito dell’influenza dell’altro – è riconosciuto e studiato da esperti in ambito psicologico, sociale e giuridico.
Le stesse fonti istituzionali non negano l’esistenza del fenomeno, ma ne raccomandano un uso prudente per evitare strumentalizzazioni.
La petizione di Agna non contrasta con queste raccomandazioni, ma propone una riflessione equilibrata e basata sull’evidenza, che tuteli i minori da ogni forma di violenza e ne garantisca il diritto alla bigenitorialità.

